Adeguamenti normativi Privacy e Antiriciclaggio

 Il Decreto Legislativo 196 del 30 giugno 2003 noto come "Codice in materia di protezione dei dati personali" oppure "Testo Unico sulla Privacy" sostituisce la legge 675/96 e le successive disposizioni. E' entrato in vigore il 1 gennaio 2004 e sancisce l'obbligatorietà dell'adeguamento alla nuova normativa in materia di sicurezza con la redazione di un documento di pianificazione della sicurezza dei dati in azienda che attesti l'adeguamento della struttura alla normativa stessa.

Tale documento viene chiamato "Documento programmatico sulla sicurezza" (DPSS). Deve avere data certa e deve essere aggiornato annualmente. Il "Testo Unico sulla Privacy" definisce come data di scadenza per la redazione e l'aggiornamento il 31 marzo di ogni anno.

 Controlli e sanzioni

Allo scopo di vigilare sull’applicazione del decreto, l’Autorità Garante della Privacy ha delegato la Guardia di Finanza ad attuare un programma di ispezioni sul territorio nazionale, riguardante sia la P.A., sia le imprese. L’inosservanza degli obblighi previsti dal decreto espone a responsabilità civile per danno anche non patrimoniale qualora, davanti al giudice ordinario, non si dimostri di aver adottato tutte le misure idonee ad evitarlo (artt. 15 e 152 del Codice). In aggiunta a tali conseguenze, il Codice conferma l’impianto secondo il quale l’omessa adozione di alcune misure indispensabili ("minime"), costituisce anche reato (art. 169 del Codice), che prevede l’arresto sino a due anni o l’ammenda da 10 mila euro a 50 mila euro.

 Chi deve adeguarsi

Devono adeguarsi, con adempimenti diversi a seconda delle dimensioni dell’azienda e della tipologia dei dati trattati, tutti coloro che trattano dati personali:

 Aziende, Professionisti, Cooperative,  Associazioni, P.A., Scuole, Comuni, Ospedali, Enti pubblici

 ANTIRICICLAGGIO Dlgs n.56/2004

  Il recente adeguamento della disciplina antiriciclaggio alle previsioni comunitarie, con il conseguente riordino dei provvedimenti che regolano la materia, richiede, dal 22 aprile 2006, l’impegno dei professionisti nel contrastare un fenomeno di particolare rilevanza. Si tratta degli effetti conseguenti all’entrata in vigore dei nuovi obblighi che riguardano i notai, gli avvocati e i professionisti iscritti nell’albo dei ragionieri e dei periti commerciali, dei dottori commercialisti, dei consulenti del lavoro e nel registro dei revisori contabili, oltre che le società di revisione, a seguito dell’adozione dei regolamenti del Ministero dell’economia e delle finanze, attuativi del D.Lgs n. 56/2004, e dei Provvedimenti dell’UIC, recanti le relative disposizioni applicative. Il quadro normativo è stato composto dal legislatore nazionale per gradi ed è stato completato dopo più di quattro anni dall’introduzione della II direttiva antiriciclaggio (2001/97/CE) che, per la prima volta, a livello comunitario, ha ritenuto necessario il coinvolgimento dei professionisti nella lotta al riciclaggio di denaro. L’obiettivo di evitare l’inquinamento del sistema finanziario da tali proventi illeciti è, quindi, ora assicurato anche dal convinto impegno dei professionisti, quali  consueti conoscitori e garanti delle regole, cui è affidato, inoltre, il compito di assicurare che gli introiti di qualsiasi delitto, taluni dei quali di rilevante allarme sociale, non siano, per il loro inconsapevole tramite, reintrodotti nell’economia legale. (fonte IPSOA)